LA DISLESSIA

UN APPROCCIO PIU' RIGOROSO AL PROBLEMA DEL RAPPORTO TRA VISIONE E DISLESSIA

La dislessia è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Tali difficoltà non possono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali. La dislessia evolutiva è ormai diventata un problema mondiale, presente in paesi con linguaggi e sistemi grafici anche molto diversi tra loro. E' interessante considerare che nel 1969 la prevalenza della dislessia nel nostro Paese non superava l'1,3%: l'incremento di quasi tre volte e mezza nell'arco di quarant'anni più che da una effettiva crescita della condizione clinica deriva con tutta probabilità da una maggiore attenzione al problema. Ma ciò che preoccupa è che solo il 20% dei pazientI è riconosciuto e seguito.

Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e,di solito,vivaci e creativi.
Se pensiamo a quando abbiamo imparato a guidare l’auto e alla difficoltà di automatizzare la posizione delle marce sul cambio e quella dei pedali, possiamo farci un’idea del grande problema e del disorientamento di un bambino dislessico.
Quando legge, ogni lettera, ogni sillaba, ogni parola è una grande difficoltà da superare, dato che l’automatismo visivo, la parola scritta globale non c’è nella sua mente… è come se il bambino dislessico vedesse ogni parola e la successione di sillabe per la prima volta.
Questo comporta un impegno considerevole, un enorme sforzo senza risultati accettabili, ma con grande affaticamento e frustrazione.
Ne consegue, ovviamente, che il bambino avrà un pessimo rapporto con i testi scritti e sarà molto lento nella lettura e/o nella scrittura, persino nel copiare dalla lavagna.
Per insegnanti e genitori c’è il rischio di giudicare erroneamente il bambino dislessico come “pigro”,“distratto” e “svogliato” anche perché, ovviamente, lui cercherà di evitare il più possibile le situazioni in cui gli si richiede di decodificare un testo scritto e spesso assumerà per reazione atteggiamenti rinunciatari o di sfida, dovuti ad ansia da prestazione e ad una scarsa autostima.

DIAGNOSI
La diagnosi dovrebbe essere posta alla fine del II anno della scuola elementare. Uno strumento per la rilevazione di queste difficoltà è lo screening, inteso come ricerca-azione da condurre direttamente nelle scuole, da parte di insegnanti formati con la consulenza di professionisti sanitari. Esso andrebbe condotto all'inizio dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia con l'obiettivo di realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate a potenziare le abilità deficitarie. Nel caso in cui alla fine dell'anno permangano significativi segnali di rischio è opportuna la segnalazione ai servizi sanitari per l'età evolutiva.
La diagnosi viene effettuata da un equipe multidisciplinare composta da Neuropsichiatria Infantile, Psicologo e Logopedista, Ortottista. In una porzione della popolazione dislessica è stata documentata la presenza di alterazioni ortottiche e o oculistiche nonché di fini alterazioni della percezione visiva, come alterazioni della sensibilità al contrasto, mascheramento laterale, dominanza oculare instabile, anisotropia verticale.
Nonostante ad un esame oculistico ed ortottico non si rilevi nessun problema, esistono sintomi e segni di alterata percezione visiva in molti pazienti: ne sono esempio la sensazione che le lettere e le parole si attorciglino tra loro, si sovrappongano, si muovano l'una rispetto all'altra e la confusione tra le sillabe e le lettere speculari come la p e la q e la b e la d.

Attualmente è presente un moderno strumento di nuova concezione, denominato TETRA, ideato da un medico oculista torinese, il dott. Carlo Aleci.
Tramite questa apparecchiatura è possibile favorire una diagnosi precoce della dislessia, in modo da poter attuare una strategia riabilitativa precoce, eseguendo i seguenti test:
a) Test Report - Reading Performance test - per la stima della funzione lessicale, adattato per bambini di classe 3, 4 o 5 elementare.
b) Test di sensibilità al contrasto, test psicofisico atto a stimare la sensibilità al contrasto sulle frequenze spaziali più basse, che sono risultate deficitarie nei soggetti dislessici
c) Test Eidomorfometria, per scoprire, caratterizzare e quantificare la presenza di un’anisotropia (*) dei
rapporti spaziali.
d) Test di dominanza Oculare Motoria e Sensoriale

L'obiettivo è quello di fornire il quadro della situazione visuopercettiva di ogni paziente, in modo da favorirlo nella diagnosi e aiutarlo nell'impostazione del protocollo riabilitativo.
In tal maniera è possibile inoltre capire se le difficoltà di lettura presenti derivino da problemi di reale dislessia, o siano causati piuttosto da problemi di natura oculistica e/o ortottica, e come tali vadano seguiti.

Il sistema TETRA

Super Quark sulla Dislessia


E' importante capire se le difficoltà di lettura di un bambino derivino da problemi di reale dislessia, o siano causate piuttosto da problemi visivi e della motilità oculare, e come tali vadano seguite.
Il test TETRA e la visita ortottica ci sono di aiuto per questo scopo.












(*) Anisotropia : è la proprietà per la quale una determinata immagine ha caratteristiche che dipendono dalla direzione lungo la quale vengono percepite, ovvero sono differenti in direzione orizzontale e verticale. In un certo senso, l'anisotropia rappresenta una deformazione dello spazio visivo, e dipende dall’orientamento delle figure che osserviamo; queste deformazioni però sono solo percettive!

Il sistema TETRA

LA DISLESSIA

UN APPROCCIO PIU' RIGOROSO AL PROBLEMA DEL RAPPORTO TRA VISIONE E DISLESSIA

La dislessia è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Tali difficoltà non possono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali. La dislessia evolutiva è ormai diventata un problema mondiale, presente in paesi con linguaggi e sistemi grafici anche molto diversi tra loro. E' interessante considerare che nel 1969 la prevalenza della dislessia nel nostro Paese non superava l'1,3%: l'incremento di quasi tre volte e mezza nell'arco di quarant'anni più che da una effettiva crescita della condizione clinica deriva con tutta probabilità da una maggiore attenzione al problema. Ma ciò che preoccupa è che solo il 20% dei pazientI è riconosciuto e seguito.

Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e,di solito,vivaci e creativi.
Se pensiamo a quando abbiamo imparato a guidare l’auto e alla difficoltà di automatizzare la posizione delle marce sul cambio e quella dei pedali, possiamo farci un’idea del grande problema e del disorientamento di un bambino dislessico.
Quando legge, ogni lettera, ogni sillaba, ogni parola è una grande difficoltà da superare, dato che l’automatismo visivo, la parola scritta globale non c’è nella sua mente… è come se il bambino dislessico vedesse ogni parola e la successione di sillabe per la prima volta.
Questo comporta un impegno considerevole, un enorme sforzo senza risultati accettabili, ma con grande affaticamento e frustrazione.
Ne consegue, ovviamente, che il bambino avrà un pessimo rapporto con i testi scritti e sarà molto lento nella lettura e/o nella scrittura, persino nel copiare dalla lavagna.
Per insegnanti e genitori c’è il rischio di giudicare erroneamente il bambino dislessico come “pigro”,“distratto” e “svogliato” anche perché, ovviamente, lui cercherà di evitare il più possibile le situazioni in cui gli si richiede di decodificare un testo scritto e spesso assumerà per reazione atteggiamenti rinunciatari o di sfida, dovuti ad ansia da prestazione e ad una scarsa autostima.
Super Quark sulla Dislessia


DIAGNOSI
La diagnosi dovrebbe essere posta alla fine del II anno della scuola elementare. Uno strumento per la rilevazione di queste difficoltà è lo screening, inteso come ricerca-azione da condurre direttamente nelle scuole, da parte di insegnanti formati con la consulenza di professionisti sanitari. Esso andrebbe condotto all'inizio dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia con l'obiettivo di realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate a potenziare le abilità deficitarie. Nel caso in cui alla fine dell'anno permangano significativi segnali di rischio è opportuna la segnalazione ai servizi sanitari per l'età evolutiva.
La diagnosi viene effettuata da un equipe multidisciplinare composta da Neuropsichiatria Infantile, Psicologo e Logopedista, Ortottista. In una porzione della popolazione dislessica è stata documentata la presenza di alterazioni ortottiche e o oculistiche nonché di fini alterazioni della percezione visiva, come alterazioni della sensibilità al contrasto, mascheramento laterale, dominanza oculare instabile, anisotropia verticale.
Nonostante ad un esame oculistico ed ortottico non si rilevi nessun problema, esistono sintomi e segni di alterata percezione visiva in molti pazienti: ne sono esempio la sensazione che le lettere e le parole si attorciglino tra loro, si sovrappongano, si muovano l'una rispetto all'altra e la confusione tra le sillabe e le lettere speculari come la p e la q e la b e la d.

Attualmente è presente un moderno strumento di nuova concezione, denominato TETRA, ideato da un medico oculista torinese, il dott. Carlo Aleci.
Tramite questa apparecchiatura è possibile favorire una diagnosi precoce della dislessia, in modo da poter attuare una strategia riabilitativa precoce, eseguendo i seguenti test:
a) Test Report - Reading Performance test - per la stima della funzione lessicale, adattato per bambini di classe 3, 4 o 5 elementare.
b) Test di sensibilità al contrasto, test psicofisico atto a stimare la sensibilità al contrasto sulle frequenze spaziali più basse, che sono risultate deficitarie nei soggetti dislessici
c) Test Eidomorfometria, per scoprire, caratterizzare e quantificare la presenza di un’anisotropia (*) dei
rapporti spaziali.
d) Test di dominanza Oculare Motoria e Sensoriale

L'obiettivo è quello di fornire il quadro della situazione visuopercettiva di ogni paziente, in modo da favorirlo nella diagnosi e aiutarlo nell'impostazione del protocollo riabilitativo.
In tal maniera è possibile inoltre capire se le difficoltà di lettura presenti derivino da problemi di reale dislessia, o siano causati piuttosto da problemi di natura oculistica e/o ortottica, e come tali vadano seguiti.
E' importante capire se le difficoltà di lettura di un bambino derivino da problemi di reale dislessia, o siano causate piuttosto da problemi visivi e della motilità oculare, e come tali vadano seguite.
Il test TETRA e la visita ortottica ci sono di aiuto per questo scopo.





(*) Anisotropia : è la proprietà per la quale una determinata immagine ha caratteristiche che dipendono dalla direzione lungo la quale vengono percepite, ovvero sono differenti in direzione orizzontale e verticale. In un certo senso, l'anisotropia rappresenta una deformazione dello spazio visivo, e dipende dall’orientamento delle figure che osserviamo; queste deformazioni però sono solo percettive!
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