per esplorare in profondità i tuoi occhi


  diagnostica

visita oculistica

Presso i nostri studi disponiamo di possibilità diagnostiche di ultima generazione per poter meglio conoscere ed esplorare la natura dei vostri problemi, al fine di curarli al meglio.

ESAMI E TEST

  • Fotografia a colori del segmento anteriore
  • Retinografia
  • Test per la determinazione del rischio genetico della Degenerazione Maculare Senile (AMD)
  • Perimetria manuale
  • Perimetria computerizzata
  • Topografia corneale
  • OCT Spectral Domain (Tomografia a coerenza ottica HD) segmento anteriore
  • OCT Spectral Domain (Tomografia a coerenza ottica HD) retina
  • Pupillometria dinamica
  • Aberrometria
  • Ortocheratologia - valutazione di idoneità e follow-up
  • RTA (analisi computerizzata in 2D e 3D dello spessore e della morfologia delle fibre nervose retiniche)
  • Biometria ottica ed a ultrasuoni
  • Pachimetria
  • Aberrometria
  • Biomicroscopia corneale endoteliale
  • Test di Hess-Lancaster
  • TETRA - test per la dislessia
  • Misurazione della pressione oculare (tonometria – curva tonometrica)
  • Test computerizzato di sensibilità cromatica
  • Esame del senso luminoso e del contrasto
  • VSL (misurazione computerizzata del rapporto artero-venoso retinico)
CLICCA SUL NOME DELL’ESAME PER SAPERNE DI PIU’!

Fotografia del segmento anteriore
Utile per valutare e confrontare nel tempo le condizioni della congiuntiva, cornea, iride e di tutta la parte anteriore dell’occhio.

Retinografia
Fotografia della retina. Serve unitamente ad altri esami a monitorare nel tempo ipertensione arteriosa, diabete, e malattie o alterazioni della retina.

Test per la determinazione del rischio genetico della Degenerazione Maculare Senile (AMD)
Per conoscere il grado di rischio nello sviluppare la malattia, al fine di porre in essere strategie di prevenzione.

Esame del campo visivo computerizzato
Essenziale nel glaucoma e in altre malattie neuro-oftalmologiche, serve a valutare la visione periferica e lo stato del nervo ottico.

Tomografia a Coerenza Ottica (O.C.T) - retina
Esame non invasivo per la valutazione a scansione degli strati della retina. Utile in tutte le patologie della macula. Ha anche programmi per il controllo e la diagnosi precoce del glaucoma.

Tomografia a Coerenza Ottica (O.C.T) - segmento anteriore
Esame non invasivo per la valutazione a scansione delle strutture oculari anteriori. Utile nella diagnostica delle patologie della cornea e dell'angolo irido-corneale (glaucoma).

TETRA - Test per la Dislessia
Permette di offrire un quadro mirato ed esaustivo sulla situazione visuopercettiva del paziente, al fine di favorire una diagnosi e l'impostazione di un protocollo riabilitativo.
In tal maniera è possibile capire se le difficoltà di lettura presenti derivino da problemi di reale dislessia, o siano causati piuttosto da problemi di natura oculistica e/o ortottica, e come tali vadano seguiti.


Ortocheratologia - valutazione di idoneità e follow-up
L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile correggere un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto, utilizzate durante la notte e premettendo una visione nitida senza di esse durante il giorno.

RTA - Retinal thickness analyzer
Produce una mappa della retina e della papilla del nervo ottico, permettendone un’accurata misurazione dello spessore e riproducendone la morfologia in 3D. Molto utile nel controllo e nella diagnosi precoce del glaucoma.

VSL (misurazione computerizzata del rapporto artero-venoso retinico)
Tramite l’analisi computerizzata di una fotografia del fondo oculare misura il rapporto artero/venoso retinico, utile ai fini di diagnosi precoce e follow-up cardiovascolare.

Topografia corneale
Esame computerizzato per valutare la curvatura e la forma della superficie corneale.

Pachimetria corneale
Esame ad ultrasuoni che misura lo spessore della cornea. Utile nel glaucoma e in chirurgia refrattiva.

Biomicroscopia corneale endoteliale
Esame che valuta la salute della cornea. Utile nei portatori di lenti a contatto, nella diagnosi di patologie corneali e prima di interventi chirurgici.

Rifrattometria binoculare
Esame che misura entrambi gli occhi allo stesso tempo, in condizioni di visione reali. Misura miopia, ipermetropia, astigmatismo e altri fattori ambliogenici, responsabili di occhio pigro, anche in bambini molto piccoli e lattanti.

Pupillometria dinamica
Misurazione del diametro pupillare in differenti condizioni di luce.

Misurazione della pressione oculare (Tonometria – Curva tonometrica)
Valutazione del tono oculare. Misurazioni nell’arco della giornata per valutare il valore medio del tono oculare. Fondamentale nel glaucoma.

Test della sensibilità cromatica
Con questo esame si valuta valutare la capacità di riconoscere le variazioni di tonalità dei tre colori fondamentali: rosso, verde e blu. Serve a diagnosticare difetti del senso cromatico (discromatopsie), congeniti o acquisiti.

Esame del senso luminoso e del contrasto
Test utili per patologie neuro-oftalmiche e per test attitudinali, anche ai fini del conseguimento della patente di guida.

Biometria ottica ed a ultrasuoni
Misurazione tramite ultrasuoni della lunghezza assiale del bulbo oculare.


Test di Hess-Lancaster
Permette di valutare la presenza e l'entità di una anomalia della posizione degli occhi.

L’esame in cicloplegia nei bambini
L'esame della vista nei bambini è sicuramente più delicato ed impegnativo di quello di un'adulto. Inoltre alcuni difetti di vista, come ad esempio l'ipermetropia, per essere diagnosticati e valutati appieno richiedono a volte l'installazione di colliri che dilatino la pupilla e blocchino l'accomodazione, cioè il lavoro del muscolo che solitamente mette a fuoco da lontano a vicino.

La schiascopia
La schiascopia è un particolare tipo di esame oftalmologico che serve a misurare il grado di rifrazione dell’occhio, ovvero la sua capacità di deviare correttamente i raggi luminosi provenienti dall’esterno.



 
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TOPOGRAFIA CORNEALE

La cornea è la lente posta sul davanti dell'occhio a contatto con il mondo esterno. La cornea contribuisce a focalizzare i raggi luminosi sulla retina e pertanto riveste un ruolo estremamente significativo riguardo a come noi vediamo. Siccome la curvatura di questa trasparente struttura può modificarsi, possono variare anche la vostra refrazione ed il vostro modo di tollerare le lenti a contatto. Il comprendere questa esatta curvatura è a volte necessario al fine di poter prescrivere e tollerare occhiali o lenti a contatto. Questa informazione può inoltre essere indispensabile al vostro medico oculista per stabilire se la chirurgia refrattiva può essere appropriata al vostro caso.
Il sistema di topografia corneale computerizzata costituisce un grande progresso nel campo dell'analisi corneale. Oltre alle applicazioni legate al campo dell'utilizzo delle lenti a contatto o della chirurgia refrattiva, il sistema di topografia corneale computerizzata può scoprire patologie subdole spesso invisibili ai comuni mezzi di analisi convenzionale. Questo sistema può inoltre aiutare il vostro medico oculista a scoprire e seguire modificazioni della vostra cornea nel corso del tempo.

Fino a poco tempo fa, gli strumenti utilizzati per misurare la curvatura della cornea erano in grado di misurare solamente una piccola area in prossimità del suo centro. Le lenti a contatto e la chirurgia refrattiva invece fanno riferimento ad una superficie ben più larga. La topografia corneale computerizzata misura un'ampia area della cornea utilizzando i dati provenienti da almeno 8000 singoli punti misurati.
La figura sovrastante usa i colori per creare un modello della cornea. La mappa a colori indica come la superficie corneale sia curva o appiattita lungo l'intera sua superficie. Il computer crea modelli diversi di stampa utili a seconda dei casi per stabilire la migliore correzione ottica per i vostri occhi, a pianificare e valutare la chirurgia refrattiva, a diagnosticare e seguire nel tempo malattie della cornea.
 
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OCT Spectral Domain

Che cos’è l’OCT
E’ una tecnica diagnostica recente adottata per molte patologie oculari. La Tomografia a Coerenza Ottica o OCT utilizza raggi di luce coerente che permette di analizzare la retina e, in particolare, la macula (area centrale del tessuto retinico che ci consente di leggere, scrivere, vedere i volti, ecc.) mediante sezioni tomografiche verticali ad alta risoluzione, permettendo di ricostruire l’anatomia della retina.
In breve tempo ha permesso di ampliare in modo notevole le nostre conoscenze sulle malattie retiniche e sul glaucoma. Le esperienze accumulate ed i miglioramenti tecnici (siamo già alla V generazione spectral domain di strumenti OCT) rendono sempre più utile ed affidabile questa tecnica non invasiva, che, data la sua alta precisione, è diventata indispensabile permettendo di completare l’esame fluorangiografico e, in certi casi, di sostituirlo.

Come funziona?
L’OCT consiste in una serie di fotografie scattate sfruttando il riflesso di raggi laser infrarossi che vengono inviati sulla retina; dunque, il principio è simile a quello dell’ecografia, dove però le onde sono acustiche. È comunque un esame più preciso perché, grazie agli apparecchi di ultima generazione, si arriva a una risoluzione pari circa a 7-10 millesimi di millimetro (nanometri). Dunque raggiunge un livello di dettaglio superiore all’ecografia.
Le modalità di esecuzione dell’OCT sono similari a quelle dell’esame con ultrasuoni ma con notevoli vantaggi rispetto a questa metodica. Il paziente guarda dentro l’obiettivo di una telecamera, generalmente senza istillazione di gocce per dilatare la pupilla. Vengono eseguite le riprese in pochi istanti, senza abbagliamento. Utilizzando un raggio luminoso, si evita il contatto con l’occhio. Rispetto alle angiografie non è necessaria l’iniezione di sostanze di contrasto. Ogni immagine (sezione ottica) è ottenuta in una frazione di secondo. L’esame completo dura 5-10 minuti. Una mappa retinica è ottenuta in pochi secondi.

Gli OCT spectral domain ad alta risoluzione adoperano delle tecniche modernissime per studiare i tessuti della retina. I vantaggi sugli OCT classici della precedente generazione sono dovuti alla alta definizione degli strumenti ed alla estrema rapidità dell’esame che evita gli artefatti di movimento ed è molto più riposante per il paziente. Gli OCT spectral domain ad alta risoluzione hanno apportato dei miglioramenti importanti alle immagini della retina e del nervo ottico

Quando è necessario l’esame OCT
• Questo tipo di esame è adatto per tutte le patologie che coinvolgono la macula e che si manifestano con un’immediata alterazione sia della qualità che della quantità della vista.
Viene usato più frequentemente nelle seguenti patologie:
• degenerazioni maculari senili e giovanili con o senza neovascolarizzazioni sottoretiniche
• retinopatia diabetica
• corioretinopatie acute e croniche
• edemi maculari di varie origini
• distacchi sierosi ed emorragici della retina e dell’epitelio pigmentato
• neovascolarizzazioni intraretiniche e preretiniche
• atrofia retinica
• fori e pseudori maculari
• lesioni dell’interfaccia vitreoretinica. Trazioni vitreoretiniche.
• membrane epiretiniche
• glaucoma
E’ molto importante per studiare il glaucoma, la sua evoluzione, la sua terapia.
• L’esame OCT permette di fornire diagnosi, anche precoci, consentendo quindi di selezionare i casi più a rischio e seguirli con particolare attenzione fornendo la terapia più idonea.
• Oltre a rappresentare visivamente la retina, è possibile effettuare misurazioni come quella dello spessore o definire la grandezza di una lesione e controllarla nel tempo.

I vantaggi
L’OCT offre la possibilità di effettuare un esame:
• non invasivo
• facilmente ripetibile
• non dannoso
• molto preciso
nella diagnosi anche precoce di tutte le patologie retiniche coinvolgenti la macula.

Nei nostri studi ci avvaliamo della seguente apparecchiatura: OCT Spectral Domain Zeiss Cirrus HD
 
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Test per la determinazione del rischio genetico della Degenerazione Maculare Legata all'Età (DMLE)

Si calcola che in Italia siano affetti da Degenerazione Maculare Legata all'Età (DMLE) circa 1 milione di persone tra diagnosticate e non, e che ogni anno si fa diagnosi di DMLE per nuovi 90.000 casi.

L'assetto genetico dell'individuo gioca un ruolo fondamentale nella patogenesi della DMLE.

Perché eseguire il test.

Anche se al giorno d'oggi non esiste una cura che permetta di guarire definitivamente dalla DMLE, esistono trattamenti che nei soggetti a rischio permettono di procrastinare e rallentare lo sviluppo della malattia. Inoltre per chi è a rischio esistono esami clinici per consentono di rilevare la malattia in stadi precoci, dove le cure sono più efficaci al fine di evitare ulteriori danni.
Il test può essere eseguito una sola volta a qualsiasi età, dal momento che il patrimonio genetico di un individuo rimane costante per tutta la vita.

Quali sono i geni coinvolti nello sviluppo della DMLE.
Approfonditi studi di screening del genoma umano hanno permesso di identificare le diverse regioni del DNA in cui sono presenti i geni le cui alterazioni permettono di predire un possibile futuro sviluppo della Degenerazione Maculare Legata all'Età (DMLE). Questi geni, e le rispettive varianti (polimorfismi), sono stati identificati e selezionati attraverso una analisi comparata di decine di migliaia di fattori genetici in pazienti con DMLE ed in soggetti sani. Ciò ha permesso di identificare un numero limitato di polimorfismi correlati con la DMLE nella sua forma avanzata. Tra questi, i tre più importanti componenti sono: ARMS2 (age related maculopathy susceptibility 2), CFH (complement system factor H) e C3 (complement system factor 3). Esistono tuttavia dei geni "protettori", CFB (complement system factor B) e C2 (complement component 2), che si oppongono a quelli sopra riportati. dall'equilibrio che si viene a stabilire tra queste due entità risulterà la predisposizione o meno all'insorgenza di DMLE.
Pertanto la presenza di geni che predispongono a rischio per la DMLE non vuol dire che questa patologia si svilupperà. L'effetto della componente genetica dipenderà quindi dalla risultante di geni pro e contro.



L'utilità di un test per individuare i fattori di rischio.
La conoscenza acquisita del rischio genetico e di tutti i meccanismi patogenetici della DMLE implica una attenta e sistematica ricerca dei relativi fattori di rischio allo scopo di mettere a punto strategie terapeutiche tali da prevenire la perdita della funzione visiva. Questo giustifica una analisi genetica dei polimorfismi per la valutazione del rischio di sviluppare DMLE prima che si presentino i sintomi, e ciò sia nei soggetti esposti a fattori predisponenti (età, fumo, ecc…) che in quelli apparteneti a famiglie affette.

Come viene eseguito il test.
Il test viene eseguito in maniera del tutto indolore e non invasiva prelevando alcune cellule della mucosa della bocca tramite lo sfregamento della faccia interna della guancia con uno spazzolino sterile.
Il materiale biologico ottenuto viene inviato presso il Laboratorio Europeo di Genetica per la sua analisi.
Viene poi redatto un profilo di rischio di comparsa della DMLE con un criterio statistico.

Parte del materiale è tratto da Info (in) vista- anno 5 nr. 1
 
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Ortocheratologia - Valutazione di idoneità e follow-up

L’ortocheratologia è una tecnica non chirurgica con cui è possibile correggere un difetto di vista attraverso l’applicazione programmata di lenti a contatto, utilizzate durante la notte e premettendo una visione nitida senza di esse durante il giorno.
L'ortocheratologia riguarda applicazione di speciali lenti a contatto gas permeabili con una conformazione particolare - detta a geometria inversa - che rimodellano la superficie corneale (zona trasparente anteriore dell'occhio). Tale rimodellamento viene mantenuto per un certo periodo di tempo anche dopo aver rimosso le lenti, consentendo una visione nitida senza bisogno di lenti correttive. L'ortocheratologia trova la sua maggiore efficacia nella correzione della miopia lieve e lieve-media, anche se in alcuni casi è possibile correggere difetti come l'astigmatismo. Le lenti ortocheratologiche sono talvolta impiegate per il controllo della progressione miopica in tutti quei pazienti in cui è facile prevedere un aumento della miopia nel corso della vita, anche se esistono ancora controversie riguardo a come queste lenti possano in qualche modo condizionare la progressiva crescita miopica.
Si indossano la sera prima di coricarsi e al mattino, dopo averle tolte, il portatore di lenti ortocheratologiche vede bene tutto il giorno senza lenti e senza occhiali.
È una correzione non invasiva, reversibile e non presenta rischi potenziali maggiori rispetto al porto di normalissime lenti morbide. Tuttavia sono necessari, come nel caso delle lenti a contatto tradizionali, controlli medico oculistici per valutare - tramite visita oculistica ed esami strumentali - in via preventiva l'idoneità del soggetto all'uso, e successivamente, durante l'utilizzo, l'assenza di intolleranze o effetti avversi.
Ricordiamo che, in generale, qualsiasi tipo di lente a contatto, (dalle monouso 1-day , le morbide quindicinali, mensili, trimestrali, semestrali o annuali, fino ad arrivare alle lenti gas-permeabili proggettate e costruite su misura o alle più sofisticate lenti per ortocheratologia), rimane un corpo estraneo a contatto con la superficie oculare, ed in quanto tale puo’ interferire con il metabolismo corneale. Quindi, che si tratti di lenti semplici, o meno, non va sottovalutato l’effetto che esse possono produrre sulla superficie corneale. Le lenti sono un valido strumento a disposizione dell’ametrope, a condizione che vengano applicate ed utilizzate con criterio, e che il soggetto si sottoponga a tutti i controlli necessari a garantirne un porto sicuro.

In ottemperanza al Dec.Ministeriale del 03-02-2003( GU n.64 del 18-03-2003 ) .
Estratto:
L'applicazione e l'uso delle lenti a contatto possono essere eseguite solo
quando le condizioni anatomo-funzionali del paziente lo consentono.
Esistono infatti alcuni fattori di rischio, rilevabili dallo specialista,
che possono risultare responsabili di complicanze o dell'insorgenza di fenomeni
di intolleranza.
Il medico specialista e l'ottico applicatore della lente sono consapevoli di
tali problematiche, e , solo dopo un accurato esame del soggetto, possono
consigliare o meno l'uso delle lenti a contatto.
Al fine di evitare danni agli occhi, è importante verificare l'assenza
di controindicazioni dal medico oculista , e sottoporsi a controlli periodici.
 
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VSL - analisi vascolare retinica

Gli infarti miocardici e gli ictus cerebrali sono le principali cause di morte nel mondo occidentale.
Il principale metodo per una prevenzione efficace è l’identificazione dei soggetti a rischio, ed il monitoraggio degli stessi, mediante trattamenti personalizzati e regolari, per modificare il corso degli eventi.
L’occhio è l’unico organo del corpo umano dove piccoli vasi sanguigni possono essere direttamente osservati e misurati in modo non invasivo. Le alterazioni a carico dell’albero vascolare osservato nell’occhio sono caratteristiche ed indicative di processi patologici generali, in corso nel cervello ed in altri organi del corpo.
La base scientifica sull’utilizzo della vascolarizzazione retinica nella valutazione del rischio sistemico è stata analizzata estensivamente nel corso di una serie di studi epidemiologici, gli studi ARIC:
- il rischio relativo di infarto incrementa con il decrescere del rapporto fra il diametro dei vasi retinici arteriosi e quelli venosi
. -la vascolarizzazione retinica può essere utilizzata per misurare il rischio sistemico di patologie cardiovascolari, e per recuperare informazioni sullo stato vascolare sistemico
. -questo metodo può essere applicato clinicamente per predire il rischio di infarti cerebrali.
Tale valutazione di rischio può essere effettuata in modo semplice ed efficace, oltre che in maniera ripetibile ed obiettiva, con il VSL Analyzer, che tramite l’analisi computerizzata di una fotografia del fondo oculare misura il rapporto artero/venoso retinico.

Nei nostri studi ci avvaliamo della seguente apparecchiatura: TALIA Retinal Thickness Analyzer RTA-5

 
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RTA - analisi retinica in 3D

Uno dei più importanti e recenti sviluppi nella diagnostica e nell’analisi della parte sensibile alla luce dell’occhio, la retina, è rappresentata dalla capacità di valutarne la struttura in tre dimensioni.
L’RTA produce una mappa della retina e della papilla del nervo ottico, permettendone un’accurata misurazione dello spessore e riproducendone la morfologia in 3D: in tal maniera è possibile vedere l’interno dell’occhio in una maniera del tutto nuova, con posssibilità di controllo interattivo. L’apparecchiatura offre inoltre la possibilità di acquisire immagini digitali a colori del fondo oculare.
Per le sue caratteristiche risulta utile in tutte le fasi di studio di una malattia: nello screening, nella diagnosi e nella valutazione durante il decorso.

In particolare risulta utile nella diagnosi precoce del:
  • glaucoma
  • edema maculare diabetico
  • maculopatia
  • foro maculare
  • membrane epiretiniche
L’esame risulta rapido ed indolore, in una frazione di secondo un sottile fascio di luce laser verde viene proiettato sulla retina, mentre una telecamera digitale acquisisce l’immagine riflessa.

Nei nostri studi ci avvaliamo della seguente apparecchiatura: TALIA Retinal Thickness Analyzer RTA-5
 
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Fotografia a colori del segmento anteriore e del fondo

La fotografia oculare permette la documentazione obiettiva di patologie oculari, utili ai fini di diagnosi, documentazione per controlli nel tempo e per scopi medico-legali.

Nei nostri studi ci avvaliamo delle seguenti apparecchiature:
Lampada a fessura fotografica Nikon FS2
Lampada a fessura fotografica Righton
 
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Retinografia

La fotografia oculare permette la documentazione obiettiva di patologie oculari, utili ai fini di diagnosi, documentazione per controlli nel tempo e per scopi medico-legali.

Nei nostri studi ci avvaliamo delle seguenti apparecchiature:
TALIA Retinal Thickness Analyzer RTA-5
Lampada a fessura fotografica
 
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Test di Hess-Lancaster

Lo schermo di Hess-Lancaster è un esame che permette di valutare la presenza e l'entità di una anomalia della posizione degli occhi (strabismo e forie), responsabile di sdoppiamento delle immagini. Tramite questo esame si è in grado di stabilire qual'è il muscolo responsabile del difetto.
Il test è utile per la diagnosi ed il controllo di paresi o paralisi oculari; in caso di traumi orbitari e/o facciali per escludere sospetti incarceramenti muscolari. E’ inoltre richiesto in presenza di diplopia (visione doppia) ad insorgenza improvvisa.
E' un'esame semplice, indolore e di breve durata.
 
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TETRA - test per la dislessia

UN APPROCCIO PIU' RIGOROSO AL PROBLEMA DEL RAPPORTO TRA VISIONE E DISLESSIA

La dislessia è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Tali difficoltà non possono essere ricondotte a insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali. La dislessia evolutiva è ormai diventata un problema mondiale, presente in paesi con linguaggi e sistemi grafici anche molto diversi tra loro. E' interessante considerare che nel 1969 la prevalenza della dislessia nel nostro Paese non superava l'1,3%: l'incremento di quasi tre volte e mezza nell'arco di quarant'anni più che da una effettiva crescita della condizione clinica deriva con tutta probabilità da una maggiore attenzione al problema. Ma ciò che preoccupa è che solo il 20% dei pazientI è riconosciuto e seguito.

Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e,di solito,vivaci e creativi.
Se pensiamo a quando abbiamo imparato a guidare l’auto e alla difficoltà di automatizzare la posizione delle marce sul cambio e quella dei pedali, possiamo farci un’idea del grande problema e del disorientamento di un bambino dislessico.
Quando legge, ogni lettera, ogni sillaba, ogni parola è una grande difficoltà da superare, dato che l’automatismo visivo, la parola scritta globale non c’è nella sua mente… è come se il bambino dislessico vedesse ogni parola e la successione di sillabe per la prima volta.
Questo comporta un impegno considerevole, un enorme sforzo senza risultati accettabili, ma con grande affaticamento e frustrazione.
Ne consegue, ovviamente, che il bambino avrà un pessimo rapporto con i testi scritti e sarà molto lento nella lettura e/o nella scrittura, persino nel copiare dalla lavagna.
Per insegnanti e genitori c’è il rischio di giudicare erroneamente il bambino dislessico come “pigro”,“distratto” e “svogliato” anche perché, ovviamente, lui cercherà di evitare il più possibile le situazioni in cui gli si richiede di decodificare un testo scritto e spesso assumerà per reazione atteggiamenti rinunciatari o di sfida, dovuti ad ansia da prestazione e ad una scarsa autostima.

DIAGNOSI
La diagnosi dovrebbe essere posta alla fine del II anno della scuola elementare. Uno strumento per la rilevazione di queste difficoltà è lo screening, inteso come ricerca-azione da condurre direttamente nelle scuole, da parte di insegnanti formati con la consulenza di professionisti sanitari. Esso andrebbe condotto all'inizio dell'ultimo anno della scuola dell'infanzia con l'obiettivo di realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate a potenziare le abilità deficitarie. Nel caso in cui alla fine dell'anno permangano significativi segnali di rischio è opportuna la segnalazione ai servizi sanitari per l'età evolutiva.
La diagnosi viene effettuata da un equipe multidisciplinare composta da Neuropsichiatria Infantile, Psicologo e Logopedista, Ortottista. In una porzione della popolazione dislessica è stata documentata la presenza di alterazioni ortottiche e o oculistiche nonché di fini alterazioni della percezione visiva, come alterazioni della sensibilità al contrasto, mascheramento laterale, dominanza oculare instabile, anisotropia verticale.
Nonostante ad un esame oculistico ed ortottico non si rilevi nessun problema, esistono sintomi e segni di alterata percezione visiva in molti pazienti: ne sono esempio la sensazione che le lettere e le parole si attorciglino tra loro, si sovrappongano, si muovano l'una rispetto all'altra e la confusione tra le sillabe e le lettere speculari come la p e la q e la b e la d.

Attualmente è presente un moderno strumento di nuova concezione, denominato TETRA, ideato da un medico oculista torinese, il dott. Carlo Aleci.
Tramite questa apparecchiatura è possibile favorire una diagnosi precoce della dislessia, in modo da poter attuare una strategia riabilitativa precoce, eseguendo i seguenti test:
a) Test Report - Reading Performance test - per la stima della funzione lessicale, adattato per bambini di classe 3, 4 o 5 elementare.
b) Test di sensibilità al contrasto, test psicofisico atto a stimare la sensibilità al contrasto sulle frequenze spaziali più basse, che sono risultate deficitarie nei soggetti dislessici
c) Test Eidomorfometria, per scoprire, caratterizzare e quantificare la presenza di un’anisotropia (*) dei
rapporti spaziali.
d) Test di dominanza Oculare Motoria e Sensoriale

L'obiettivo è quello di fornire il quadro della situazione visuopercettiva di ogni paziente, in modo da favorirlo nella diagnosi e aiutarlo nell'impostazione del protocollo riabilitativo.
In tal maniera è possibile inoltre capire se le difficoltà di lettura presenti derivino da problemi di reale dislessia, o siano causati piuttosto da problemi di natura oculistica e/o ortottica, e come tali vadano seguiti.
 
biometro ottico
IOL Master
LA BIOMETRIA

La biometria è un esame che permette di valutare la lunghezza del bulbo oculare, tramite uno strumento ad ultrasuoni.
Il valore ottenuto è importante per la valutazione preoperatoria in caso di intervento di cataratta, al fine di determinare il valore della lente intraoculare artificiale da impiantare.
Viene effettuato con anestesia topica (è assolutamente indolore) in pochi istanti.
Nei nostri studi viene effettuata sia con un biometro ad ultrasuoni che con un biometro ottico (IOL MASTER) per garantire la massima precisione nel calcolo della lente intraoculare.
 
tonometro
LA TONOMETRIA

La tonometria è un esame che permette di valutare la pressione oculare, misurata in millimetri di mercurio (mmHg).
Il valore ottenuto è importante per la valutazione e lo screening delle varie forme di glaucoma.
La tonometria a contatto viene effettuata con anestesia topica (è assolutamente indolore) in pochi istanti. E' ancora la metodica più precisa ed affidabile.
Esistono molti altri tipi di tonometri, tra cui quelli a soffio. Hanno il vantaggio di non richiedere l'installazione di gocce anestetiche, ma danni risultati meno attendibili e prevedibili.
 
test cromatico
IL TEST DELLA SENSIBILITA' CROMATICA

Con questo esame si valuta valutare la capacità di riconoscere le variazioni di tonalità dei tre colori fondamentali: rosso, verde e blu.
Serve a diagnosticare difetti del senso cromatico (discromatopsie), congeniti o acquisiti.
 
pachimetro
pachimetria
PACHIMETRIA

La pachimetria è un esame che permette di valutare lo spessore della cornea in micron. Il valore ottenuto è importante per la valutazione del glaucoma (permettendo di valutare con maggiore accuratezza la pressione oculare), in alcune malattie oculari come il cheratocono, e per la valutazione preoperatoria in caso di incterventi di chirurgia refrattiva. Viene effettuato con anestesia topica (è assolutamente indolore) in pochi istanti.
 
microscopio endoteliale
microscopio endoteliale
BIOMICROSCOPIA ENDOTELIALE

L’endotelio è l'ultimo strato della cornea. Ha uno spessore di circa 5 micrometri ed è composto da un unico strato cellulare di cellule piatte e poligonali, la cui densità media in individui adulti è in media 2700 cell/mm2, con un range di 1600-3200 cell/mm2. L'endotelio svolge importanti funzioni per il corretto funzionamento della cornea e per questo motivo la sua analisi è fondamentale per la diagnostica della salute oculare. La proprietà più importante delle cellule endoteliali è che esse non si riproducono, inoltre la loro quantità e forma può variare con l'età, trattamenti chirurgici o uso di lenti a contatto.
La microscopia endoteliale esplora la condizione della superficie interna della cornea e consente di conoscere con anticipo una eventuale fragilità della stessa.
L'esame valuta sia quantitativamente e sia qualitativamente le cellule dell'endotelio corneale che è lo strato unico di cellule non rigenerabili che ricopre la superficie posteriore della cornea la cui buona funzionalità determina le caratteristiche di specularità e di trasparenza della cornea stessa.
Questo esame è indicato pertanto utile per valutare lo stato di salute della cornea, diventando indispensabile per valutare la presenza o meno di patologie corneali a carico dell'endotelio (come ad esempio distrofie endoteliali), nell'analisi dei danni traumatici della cornea, nella preparazione dell'intervento di cataratta, in chirurgia refrattiva, nel pre e post trapianto corneale e nei portatori di lenti a contatto.
E' un esame non invasivo e non doloroso. Viene utilizzata una metodica non a contatto.
 
cicloplegia
L'ESAME IN CICLOPLEGIA NEI BAMBINI

L'esame della vista nei bambini è sicuramente più delicato ed impegnativo di quello di un'adulto. Inoltre alcuni difetti di vista, come ad esempio l'ipermetropia, per essere diagnosticati e valutati appieno richiedono a volte l'installazione di colliri che dilatino la pupilla e blocchino l'accomodazione, cioè il lavoro del muscolo che solitamente mette a fuoco da lontano a vicino.
A tal fine risulta necessario mettere delle gocce negli occhi (di solito durante la visita stessa) ed attendere qualche decina di minuti il loro effetto.
In genere le gocce non creano problemi al bambino se non quello di non permettere una visione ottimale, specie da vicino, per circa 12-24 ore, oltre ad una maggiore sensibilità alla luce.
L'esame viene effettuato una volta e raramente se ne rende necessaria la ripetizione nelle visite successive.
 
2win
refrattometria binoculare
RIFRATTOMETRIA BINOCULARE

Tutto ciò che impedisce lo sviluppo visione adeguata prima dei 6 anni - come gli errori di rifrazione non individuati o strabismo - è potenzialmente in grado di danneggiare la visione di un bambino per tutta la vita.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che circa 285 milioni di persone nel mondo sono ipovedenti e/o a rischio di perdita della vista.
Eppure, anche nei paesi sviluppati, non tutti i bambini attualmente ricevono un esame visione completa prima di iniziare la scuola primaria.
Lo screening della vista non è cambiato da decenni - è attualmente ancora basato sui tabelloni della vista.

2WIN - VISION Analyzer è:

- Un rifrattometro binoculare che misura entrambi gli occhi allo stesso tempo, in condizioni di visione reali
- Misura miopia, ipermetropia, astigmatismo e altri fattori ambliogenici, responsabili di occhio pigro
- Misura anche anomalie di vista che possono essere correlate al anisometropia, anisocoria, strabismo, foria.
- Fornisce in maniera oggettiva, non soggettiva, una valutazione della funzione di visione binoculare.
- Fornendo tutti questi parametri, 2win funziona come un analizzatore di visione, non solo come un rifrattometro.

Questo screening rapido e semplice può essere utilizzato anche in bambini sotto i tre anni e aiuta a prevenire futuri problemi di vista.
 
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PERIMETRIA COMPUTERIZZATA

L'analisi del campo visivo è un metodo di analisi che permette di rendersi conto dello stato della visione non solamente centrale (quella che si evidenzia dall'analisi della lettura di lettere) ma anche periferica. E' una metodica non invasiva (il soggetto esaminato deve premere un pulsante quando vede delle luci apparire su uno schermo a cupola), ma richiede attenzione e collaborazione per essere attendibile.
Questo esame viene utilizzato per la diagnosi e per valutare nel tempo malattie come:
- glaucoma
- neurite ottica
- maculopatià
- patologie a carico del sistema nervoso centrale
- ptosi.
 
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PUPILLOMETRIA DINAMICA

Quest'esame misura il diametro della pupilla in diverse condizioni di luce così da evitare la comparsa di aloni dopo la chirurgia refrattiva.
 
schiascopia
LA SCHIASCOPIA

La schiascopia è particolare tipo di esame oftalmologico che permette di accertare e misurare la capacità rifrattiva dell’occhio. Viene effettuato illuminando la pupilla del paziente un fascio di luce, e osservando l’immagine luminosa che si forma all’interno dell’occhio. Se la direzione dell’ombra è uguale a quella del movimento del fascio di luce, l’occhio è ipermetrope, emmetrope o miope per meno di una diottria; se l’ombra si muove in senso opposto, l’occhio è miope per più di una diottria; se non compare ombra, l’occhio ha una miopia di una diottria. Per determinare il difetto quantitativamente, si utilizzano i cosidetti schiascopi.
Tale esame è utile specialmente nei piccoli pazienti, in quanto consente, anche in caso di scarsa collaborazione del paziente, di avere un'idea relativa o meno alla presenza di un difetto refrattivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo). Negli adulti di solito si tende ad utilizzare l'autorefrattometria per ottenere il medesimo scopo.
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